Traduttore

Intervista Io Sono

BENESSERE
La vibrazione di questo antico strumento – che scioglie i blocchi profondi – facilita la meditazione, e può anche avere un uso terapeutico  di Maria Serena Patriarca
Gong Therapy

p028_1_00


     p030_0_00_2 p030_0_00_3 p030_0_00_4

E’ il suono dell’anima, la vibrazione mistica che ci riporta ad entrare in contatto col nostro “io” più profondo: oltre il flusso della mente razionale, prima ancora della formazione dei pensieri che ci affollano la testa, il gong ci riporta alla dimensione più autentica della meditazione, ad un universo interiore dove spazio e tempo individuali si fondono con l’energia della natura nel suo insieme. Il gong è, probabilmente, lo strumento musicale più antico in assoluto: la sua scoperta risale addirittura a 6.000 anni fa, quando pare fosse utilizzato dagli sciamani dell’Età del Bronzo per le iniziazioni spirituali. Gli studiosi del settore ritengono che questo strumento sia stato messo a punto in Mesopotamia nel 3.500 a.C., per poi vivere la sua massima espressione nell’India del Gautama Buddha, che inviò i suoi discepoli a diffonderne la pratica in molti paesi orientali. All’epoca di Confucio, sui gong vennero impressi i simboli chiamati Tai Loi, che significano “la felicità è arrivata” e che esprimono chiaramente il valore di purificazione che veniva dato a questo strumento e al suo suono rituale. La leggenda dice che Maitreya, il Buddha del futuro, arriverà attraverso il canto del gong, la cui particolarissima sonorità ci riporta al suono primigenio, l’OM: l’inizio di ogni cosa, secondo il sapere degli antichi asceti indiani. Viene chiamato anche “macchina del potere guaritore” poiché il suo suono olistico genera una vibrazione energetica che diventa un superconduttore su ogni cellula del corpo di chi lo ascolta, inducendo esperienze di benessere spirituale profondo e contribuendo a sciogliere blocchi psicofisici nel nostro inconscio: per aiutarci a superare paure e complessi, ma anche a liberare le energie creative. Per capire in che cosa consiste esattamente la Gong Therapy, ne parliamo con un maestro di questa disciplina: Massimo Piazza, Gong Master ed esperto di tecniche energetiche e olistiche. È proprio lui – forte di anni di esperienza come trainer nei cosiddetti “bagni di gong” – ad introdurci nel misterioso mondo legato all’uso terapeutico di questo strumento. “I bagni di gong prevedono un Gong Master (che è colui che suona la malletta sul gong), e gruppi di una (due, in caso di terapia di coppia) o più persone distese a occhi chiusi, in ambiente sereno e confortevole, come un prato o una distesa in collina, oppure un locale silenzioso e ben areato, con luce soffusa” spiega Piazza. “Le sessioni durano circa un’ora, durante la quale il suono del gong può variare per ritmo e intensità e può essere accompagnato dall’ascolto di mantra, cioè canti con antiche formule sacre indiane. In coloro che ascoltano il suono “abbandonandosi ad esso”, senza contrastarlo col flusso dei pensieri, è stato dimostrato scientificamente che il gong fa sì che le onde cerebrali alfa, delta e theta – che normalmente hanno ritmi diversi tra di loro – si regolarizzino riequilibrando corpo, mente e spirito e aiutandoci così a combattere tensioni emotive, paure, insonnia. Per meglio armonizzare il potere vibrazionale del gong con ogni singolo individuo che si sottopone alla Gong Therapy, esistono “gong planetari” (ovvero corrispondenti ad ogni pianeta, alla Luna e al Sole) che contribuiscono ad armonizzare le nostre energie in base al pianeta dominante del proprio segno zodiacale”.

 

Il maestro da cui lo stesso Massimo Piazza è stato “iniziato” a questa particolare disciplina si chiama Don Conreaux, è americano ed è considerato tra i più famosi Gong Master contemporanei, nonché esperto di Kriya Yoga. A sua volta, Conreaux è stato iniziato da Yogi Bhajan, colui che ha portato a conoscenza del mondo occidentale le pratiche meditative del Kundalini Yoga, appannaggio per secoli dei Sikh indiani. Non a caso, spesso le lezioni di Yoga Kundalini vengono seguite da speciali sessioni meditative a base di gong. Ma Conreaux non si limita alla pratica dei bagni di gong. A lui si deve, infatti, il progetto internazionale dei Giardini delle Campane di Pace, che coinvolge numerose città del mondo: centri che hanno riconosciuto il potere benefico del suono di gong, conchiglie e campane tibetane, in grado di armonizzare l’atmosfera degli agglomerati urbani. Un esempio? La richiesta per i Giardini delle Campane di Pace fatta a Barcellona dal governo della Catalogna, per circa 100 villaggi nel nord della Spagna. “Ma attenzione”, mette in guardia Piazza. “Le prime volte che si sperimenta un bagno di gong si potrebbero provare sensazioni spiacevoli e fastidiose che possono mettere qualcuno a disagio. Ciò si può verificare se chi partecipa ex novo ad una seduta di questo tipo è in un momento complicato della propria vita, poiché il suono del gong ci mette di fronte ai nostri blocchi più profondi, ed è un’esperienza non sempre piacevole. Ma con il rilassamento e la pratica questo primo impatto difficile si attenua. Basta lasciarsi andare al suono e agli effetti che produce in noi”. Con la consuetudine e l’abbandono alle diverse intensità sonore emesse dal gong (alcune “soft”, altre molto forti) si può raggiungi poco a poco – un piacevolissimo stato di profondo rilassamento, un ausilio per fronteggiare lo stress lavorativo, una quiete della mente che ci fa sentire in sintonia con l’universo che ci circonda. Alcuni hanno paragonato i suoni del gong a quelli che il bimbo sente quando è ancora nel ventre materno. Tanto che la Gong Terapia è applicata anche in casi di bimbi autistici o con problemi di sviluppo, proprio perchè infonde nei più piccoli una naturale sensazione di tranquillità: molti bambini al suono del gong si addormentano. C’è addirittura chi attribuisce a questa originale terapia anche poteri di ringiovanimento. Perché? Ci risponde ancora una volta Massimo Piazza: “II suono olistico emesso dal gong si può considerare un’energia pura, cosmica, che genera una sorta di campo sonoro nel quale vibra ogni cellula e, di conseguenza, ringiovanisce il corpo che diventa superconduttore di questa potente energia. Si tratta di un’alta esperienza sensitiva che, “pulendo la mente”, è come se contribuisse a rallentare i processi di invecchiamento”. Non a caso i monaci buddisti, da sempre detentori di una saggezza molto legata all’equilibrio delle energie tra mente e corpo, utilizzano il gong per i loro momenti di preghiera più solenni. Che “il suono del silenzio come viene anche definito questo strumento, sia chiave di volta per superare tante nevrosi di noi uomini occidentali?

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.

Questo sito usa i cookies solo per facilitarne il suo utilizzo aiutandoci a capire un po' meglio come lo utilizzi, Migliorando di conseguenza la qualità della navigazione tua e degli altri. Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi