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Riflessologia Plantare

CHE COSA E’ LA RIFLESSOLOGIA E COME FUNZIONA

La riflessologia è un’arte gentile, una scienza affascinante e una forma estremamente efficace di massaggio terapeutico del piede, che ha assunto un ruolo sempre più notevole nel campo della medicina complementare. È una scienza perché si basa su ricerche fisiologiche e neurologiche ed è un’arte perché molto dipende dall’abilità del terapeuta nell’applicare le nozioni e dalle dinamiche che si instaurano tra chi pratica e chi riceve. La riflessologia è una terapia olistica”, un termine derivante dal greco holos, che significa “intero”; quindi considera l’individuo come un’entità che comprende corpo, mente e spirito. I riflessologi non isolano la malattia per tentare di eliminare i sintomi, né agiscono in modo specifico su di un organo o un apparato che presenta dei disturbi, ma piuttosto operano sulla persona nella sua interezza, allo scopo di farle raggiungere uno stato di equilibrio e armonia. Quest’arte non deve essere confusa con un normale massaggio del piede o del corpo in generale: è una tecnica basata sulla pressione di specifici punti riflessogeni del piede, che si fonda sulla premessa che tali zone riflessogene hanno delle corrispondenze in tutte le parti del corpo. Dal momento che il piede rappresenta un microcosmo del corpo, tutti gli organi, le ghiandole e altre parti, vi sono rappresentati in una disposizione simile. Il fenomeno della rappresentazione microcosmica delle parti dell’organismo in diverse aree del corpo è evidente anche nell’iride, nell’orecchio e nella mano. Le aree corrispondenti dei piedi, tuttavia, sono meglio individuabili perché più vaste e più specifiche, e di conseguenza risultano più facili da manipolare. La pressione viene applicata sulle aree riflessogene utilizzando precise tecniche di manipolazione con il pollice e con le altre dita della mano. Il trattamento di riflessologia apporta diverse alterazioni fisiologiche perché stimola il potenziale autocurativo del corpo stesso. Possiamo quindi affermare che i piedi rivestono un ruolo fondamentale nel raggiungimento e nel mantenimento della salute e del benessere. La semplicità del trattamento di riflessologia potrebbe indurre a dubitare della sua efficacia; non è necessario nessun macchinario tecnologico o strumento complicato e il metodo è così semplice che non richiede anni e anni di pratica. Un buon praticante necessita solamente di mani forti ma sensibili, di un desiderio genuino di alleviare dolori e sofferenze, di intuito, compassione e comprensione della natura umana. La relazione tra chi pratica e chi riceve è un aspetto molto importante nel processo di guarigione, perché il terapeuta agisce da mediatore per attivare il potenziale autocurativo del paziente. Lo scopo della riflessologia è di far scattare i meccanismi che portano all’omeostasi, cioè a uno stato di equilibrio e armonia. Il passo più importante verso il raggiungimento di questo obiettivo è di ridurre la tensione e in­durre il rilassamento. Come hanno scritto Kevin e Barbara Kunz: «Se la riflessologia non ha mai fatto null’altro se non combattere lo stress con il rilassamento, sta perseguendo quello scopo in modo eccellente».

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Il rilassamento rappresenta il primo passo verso la normalizzazione, perché quando il corpo è rilassato il processo di guarigione può avviarsi; con un massaggio professionale sui punti riflessogeni dei piedi è possibile individuare quali parti del corpo non sono in equilibrio e di conseguenza non funzionano in modo efficiente. Il trattamento può correggere questi squilibri e riportare il corpo in condizioni ottimali. Questa forma di terapia è utile sia per curare vari disturbi sia per mantenere il corpo in salute e prevenire le malattie; infatti, il massaggio sui punti riflessogeni aiuta a individuare i problemi al manifestarsi dei primi sintomi e con il trattamento è possibile bloccare o rallentare il processo che porta alla malattia. Essendo una terapia “olistica”, la riflessologia considera l’individuo nella sua completezza di mente, corpo e spirito, quindi mira ad agire sulla causa della malattia, piuttosto che limitarsi a sopprimere i sintomi. Per ottenere dei buoni risultati, la partecipazione del paziente svolge un ruolo fondamentale perché, in ultima analisi, il riflessologo non è responsabile della salute del cliente. In tutte le terapie olistiche viene sottolineata l’importanza di assumersi la responsabilità del proprio stato di salute, mentre nella medicina ortodossa c’è la tendenza a passare tale responsabilità al medico, pretendendo che risolva qualsiasi problema; dobbiamo ammettere che queste aspettative sono veramente eccessive. Il “malessere” è il risultato diretto dei propri pensieri e delle proprie azioni, perché la mente è molto potente e può influenzare ogni cellula del corpo, dando luogo a varie alterazioni chimiche. Le emozioni negative, come ansia, dolore, paure e preoccupazioni, così diffuse nella società moderna, hanno senza dubbio ripercussioni nocive sul corpo. Eunice Ingham disse: «Perché avvelenare il corpo con pensieri negativi?». Aveva proprio ragione. Gli atteggiamenti negativi non facilitano mai il processo di guarigione, mentre i pensieri positivi hanno un effetto straordinario nel mantenimento dell’equilibrio mentale e fisico. Per il malato, o per chi soffre in genere, è fondamentale il desiderio profondo di liberarsi della malattia e di assumere un ruolo attivo nel trattamento. Un buon riflessologo sarà sicuramente sensibile, attento e pronto a fare tutto ciò che è in suo potere per il benessere della persona che ha in cura, ma nessun praticante può decidere al posto del paziente, che deve volontariamente assumersi questo impegno. La volontà genuina di stare bene e di liberarsi della malattia, è di importanza vitale in qualsiasi processo di guarigione. Coloro che decidono di avventurarsi nel campo della medicina complementare devono capire che non esiste una cura istantanea, ma solo un processo di guarigione: molte malattie impiegano parecchio tempo per manifestarsi e quindi i tempi di guarigione so­no spesso lunghi. Il corpo umano è incredibilmente resistente: in genere può incassare una quantità enorme di negatività prima di mostrare i segni iniziali della malattia, e di solito risponde molto bene se trattato con sensibilità e delicatezza. L’organismo dell’uomo è una macchina meravigliosa: migliaia di parti lavorano insieme per farlo funzionare nel modo più efficiente. L’effetto nocivo di emozioni e atteggiamenti negativi, stress, stile di vita e alimentazione errati ecc. può disturbare l’equilibrio del corpo, diminuendone l’efficienza. Se una sola parte dell’organismo inizia a funzionare male, tutto l’insieme ne risente, dan­do luogo a quella moltitudine di dolori, disturbi minori e senso di affaticamento generale che rappresentano il segnale dell’insorgere di malattie più gravi. Spesso si paragona il funzionamento delle parti del corpo a quello di una macchina. Per ottenere dalla vostra automobile le prestazioni migliori, dovete averne cura e mantenerla in perfetto stato; se una componente non funziona bene, l’efficienza generale diminuisce ed è necessario farla revisionare da un buon meccanico, oppure acquistarne una nuova. La riflessologia può essere considerata come una revisione, una “messa a punto” del corpo e dal momento che non si può sostituirlo con uno nuovo, come accade con le auto, sembra logico prendersi cura di quello che si ha. Il riflessologo non guarisce (è il corpo che si cura) ma aiuta a riportare in equilibrio tutti i sistemi corporei, stimolando le zone meno attive e calmando quelle eccessivamente attive, senza interferire con le parti che funzionano in modo adeguato. Dal momento che tutti i sistemi del corpo sono strettamente collegati, qualsiasi elemento che agisce su di una singola parte, alla fine influenza tutto l’insieme. La maggior parte di coloro che hanno studiato e praticato per anni la riflessologia è giunta alla conclusione che questa forma di terapia agisce su vari livelli: fisiologico, psicologico e spirituale.


TRATTO DA: GUARIRE CON LA RIFLESSOLOGIA di I. Douglans e S. Ellis – Edizioni Piemm

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